Tobia, uno di noi - misericordia rosolini

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Tobia, uno di noi

TOBIA, UNO DI NOI
di Nino Savarino

Rosolini 30 settembre 2019


Pronto, Nino, Tobia non si trova più”.
La telefonata mi arriva da Nino Armeri, il responsabile di Amministrazione della nostra Misericordia, molto legato a Tobia, avendo il micio eletto a suo giaciglio diurno preferito proprio la sua scrivania.
Mentre chiedo notizie più dettagliate sulla scomparsa, prendo la macchina e mi catapulto in sede. Girando l’angolo di via G. Maltese vedo un nugolo di volontari sparsi per le strade del quartiere alla ricerca di Tobia.
Molti di loro hanno in mano il cibo preferito del micio, un bastoncino che lui divora voracemente quelle volte (non molte in realtà) che glielo diamo per gratificarlo o per attirarlo in sede quando scappa alla ricerca di lucertole o gattine (adesso è stato sterilizzato e questo motivo dovrebbe essere venuto meno).
La ricerca però non dà i risultati sperati. Il micio non si trova da nessuna parte.
Ogni minuto che passa, aumenta il timore che si sia smarrito: non vogliamo pensare al peggio.
Quando avrà fame verrà” dico a tutti per incoraggiarli nella ricerca.
Tobia è un gatto scaltro e certamente non si fa prendere da nessuno” rispondono di rimando i volontari.
Alla fine però ci rassegniamo e decidiamo di rientrare in sede e di aspettare che torni.
Proprio in quel momento giunge il grido: “L'ho trovato”.
Ci dirigiamo lesti in sede e lo vediamo, pacioso e curioso da cotanto movimento, in braccio a Michela Cosma (volontaria di garanzia giovani) che, con dovizia di particolari, ci racconta di averlo visto nel pomeriggio dentro la Cappella del Buon Samaritano (anche i gatti avranno i loro santi in cielo) e che, pur essendo quello un luogo passato al setaccio per cercalo, ha voluto lo stesso entrarvi come a inseguire un'intuizione. Ebbene, sulle scale del ripostiglio alle spalle della nicchia dell’Addolorata, Michela trova Tobia tranquillo e dormiente.
Tutti contenti e tutti lì a coccolarlo.
Vedere i volontari darsi da fare per cercarlo e ora ad accarezzarlo e a parlagli come si fa con il fratellino più piccolo, ha suscitato in me una bella sensazione: Tobia è entrato nel cuore di tutti e tutti (tranne appena un volontario che proprio i gatti non li digerisce… peggio per lui!) lo vogliono bene.
Tobia non è una mascotte, non è il gatto della Misericordia.
Tobia è un membro della nostra grande famiglia: è questo è bello.

 
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