omaggio al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega - 29 luglio 2019 - misericordia rosolini

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omaggio al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega - 29 luglio 2019

OMAGGIO AL VICEBRIGADIERE MARIO CERCIELLO REGA
La Misericordia di Rosolini rende onore al carabiniere ucciso a Roma

Rosolini 29 luglio 2019 | news


Sono le 11.30 del 29 luglio. Due squadre di volontari con le rispettive ambulanze, accompagnate dal governatore Nino Savarino, rispondendo all'invito rivolto dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia, sono schierate davanti alla locale caserma dei carabinieri per rendere omaggio al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso nella notte fra il 25 e 26 luglio da due americani mentre svolgeva il suo servizio.
Accolti dal comandante della stazione, Maresciallo Giuseppe Vaccaro, e da un picchetto d'onore di tre carabinieri, i volontari manifestano il loro cordoglio per il lutto che ha colpito l'Arma e l'Italia intera.
"Proprio in questo stesso momento, tutte le Misericordie italiane si trovano, come noi, nelle varie caserme dei carabinieri per onorare Mario Cerciello Rega" dice il nostro governatore Savarino rivolgendosi al Maresciallo Vaccaro.  "É una grave perdita per tutti, perché colpisce nel cuore i nostri carabinieri, che sono uno dei pilastri della democrazia italiana e incrollabile baluardo della nostra società. Il vicebrigadiere Cerciello Rega dedicava il suo tempo anche per aiutare le persone che soffrono. Come noi, anche lui era un volontario. Impegnato fra i senza tetto e barelliere per l'Ordine di Malta era sempre disponibile laddove c'era bisogno di aiutare qualcuno. Mario era una persona buona, di quella bontà cristiana che fa nuove tutte le cose.  La prego comandante di trasmettere le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e all'intera Arma".
Il Maresciallo Vaccaro, nel ringraziare i nostri volontari per il bel gesto di vicinanza, assicura il suo interessamento.
Poi tutti osservano un minuto di silenzio proprio mentre a Somma Vesuviana si celebrano i funerali del vicebrigadiere.
Alla fine, il suono della sirena delle ambulanze ci ricorda l'ineluttabilità del dovere e del servizio, anche quando il cuore é triste e angosciato e la mente pretende giustizia.
L'emozione é tanta, come tanta é la rabbia per una perdita inconcepibile, difficile da accettare se non nella speranza cristiana.
Mai più morti, mai più violenze, mai più illegalità: é questa la preghiera e l'auspicio di tutti i volontari.

 
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