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GRAZIE NINO

GRAZIE NINO

Rosolini 2 maggio 2020
di Nino Savarino


L'ho conosciuto in occasione della mia elezione a sindaco, ben 12 anni fa. Era infatti il 2008 quando per la prima volta ci siamo incontrati per parlare di politica. In realtà, lo conoscevo da prima, ma non avevo mai avuto contatti diretti con lui se non quando andavo al suo rifornimento di benzina. Per me e per molti era Nino Chevron.
Alla nomina degli assessori, lui fece parte della mia squadra e gli assegnai le rubriche della Pubblica Istruzione e dell'Ecologia. Soprattutto quest'ultima delega era molto impegnativa, ma lui non si è mai risparmiato in nulla.
Io ero solito andare in comune molto presto: alle volte anche alle cinque e mezzo del mattino. E lui era lì con me e vi rimaneva fino a quando non andavo via, vale a dire spesso ben oltre le dieci di sera.
Faceva il suo e molto di più: si occupava di tutto.
Quando finì il suo incarico assessoriale, non potevo non averlo accanto a me. Lavorò a titolo assolutamente gratuito e si occupò anche della gestione del mio gabinetto e di tutte le richieste che arrivavano dai cittadini.
Assieme abbiamo condiviso gioie e dolori.
Validissimo collaboratore e consigliere dalla grandissima esperienza.
Siamo diventati amici. Di più: fratelli.
Lui è il mio fratello maggiore, la persona che dà tutto se stesso in quello che fa e che non si risparmia nell'aiutare gli altri, amici e non.
Finita l'esperienza amministrativa, ha condiviso la mia decisione di lasciare la politica e mi è stato sempre accanto, come solo i veri amici sanno fare.
Non ha mai chiesto nulla per sé, non ha mai imposto la sua volontà. Ci siamo sempre confrontati, alle volte anche in modo aspro, proprio come si fa fra fratelli che si vogliono bene, e abbiamo sempre trovato il punto di sintesi.
Uomo dalle mille risorse e pronto a fare ogni tipo di lavoro, con la sola preoccupazione di farlo al meglio e di aiutare l'amico.
Quando poi sono ritornato in Misericordia, dopo un periodo di circa 5 anni di disintossicazione dalla politica nostrana, alla mia richiesta di aiuto ha risposto subito "presente".
Di chi sto parlando? Del carissimo Nino Armeri.
E' venuto in Misericordia nel novembre del 2018, assieme ad un altro mio grande amico e instancabile lavoratore, Giuseppe Morale. Insieme mi hanno aiutato a ricostruire segreteria e amministrazione.
Da allora Nino è stato sempre presente. Tutti i giorni. Estate e inverno, festivi compresi.
Si è interessato di tutto, a partire dall'Ufficio di Amministrazione che gestisce con un puntiglio, una precisione e una abnegazione che pochi possono vantare.
Fin dall'inizio del servizio, si è fatto volere bene da tutti ed è diventato punto di riferimento di ogni volontario.
Nino Armeri è diventato un volontario di Misericordia doc. Sempre pronto a fare i servizi, di qualunque tipo, a partire dalla pulizia della sede e fino agli interventi sanitari.
Ha abbracciato convintamente i principi propri della Misericordia, decidendo di fare il percorso di aspirantato per diventare confratello.
Quando poi è scoppiata la pandemia per il coronavirus, Nino ha continuato a tenere aperta la sede e a svolgere ogni servizio utile per chi era nel bisogno. E' stato sempre lì, presente, mattina e pomeriggio. Sempre.
Le cose che fa le fa con il cuore e non ama i ringraziamenti. Ma mi sono sentito nel dovere di scrivere queste poche riflessioni non soltanto per ringraziarlo per quello che ha fatto durante il periodo più cupo della pandemia e per dirgli che gli voglio un mondo di bene, ma perchè con il suo comportamento è diventato esempio per molti, a cominciare da me.
Credo di interpretare i sentimenti di tutti i volontari se dico che Nino è uno dei nostri fratelli maggiori.
Nino Armeri è un mio amico prezioso. Sono fortunato di averlo come fratello.
Adesso è amico anche della Misericordia.
Grazie Nino.
Ad majora.  
 
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