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don Calogero Falcone, amico della nostra Misericordia

DON CALOGERO FALCONE, AMICO DELLA NOSTRA MISERICORDIA
Incontro con il nostro Correttore Regionale in occasione della XXIV Festa della Misericordia

Rosolini 12 luglio 2019 | news


Lo scorso 12 luglio 2019, in occasione della prima giornata della 24esima festa della nostra Misericordia, è venuto a farci visita don Calogero Falcone, Correttore regionale della Misericordie siciliane, parroco della chiesa Santi Pietro e Paolo di Petralia Soprana, Palermo, nella diocesi di Cefalù.
Don Calogero, molto impegnato nel nostro Movimento anche nell'ambito della protezione civile, è un sacerdote che coniuga in modo mirabile il suo impegno pastorale con l'attività quotidiana e concreta propria del volontario giallo-ciano.
"Quando l'ho chiamato per invitarlo a venire a Rosolini in occasione della nostra festa annuale, don Calogero ha detto subito sì, manifestando una disponibilità che lo ha fatto entrare immediatamente nel cuore di tutti noi" ci ha raccontato il governatore, Nino Savarino.
Il Correttore regionale è giunto a Rosolini intorno alle 17.00, proprio mentre i confratelli erano riuniti in assemblea per discutere e deliberare sulla modifica del nostro Statuto ai sensi della nuova legge del Terzo Settore e secondo le indicazioni della Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia.
Il vice governatore, Salvatore Magrì, che ha conosciuto don Calogero nelle tante esercitazioni di protezione civile fatte insieme e durante gli interventi nelle reali emergenze di massa, lo ha presentato ai volontari puntando l'attenzione sul suo stile, sul suo essere sacerdote-volontario che non si tira mai indientro quando c'è da sporcarsi le mani per aiutare il fratello bisognoso. "Ricordo - racconta Magrì -  che, non appena si presentò al campo durante un intervento delle Misericordie, fu indirizzato alla tenda allestita per l'assistenza spirituale e le celebrazioni liturgiche, ma egli subito fece notare di essere venuto in divisa per lavorare e che se si fosse trattato solo di celebrare la Santa Messa, sarebbe rimasto al suo paese dove i suoi parrocchiani avevano bisogno di lui".
Don Calogero ha spezzato per tutti noi il brano narrato nei tre vangeli sinottici sulla guarigione del paralitico che, aiutato da alcune persone, non potendo entrare per la porta a causa della gran folla radunata attorno a Gesù, viene fatto calare dal tetto che viene letteralmente scoperchiato.
"Come quelle persone che si sono fatti carico di prendere questo paralitico abbandonato in un lettuccio per portarlo davanti a Gesù certi che lo avrebbe guarito, anche noi siamo portatori degli altri a Cristo. Siamo coloro che ci prendiamo carico di aiutare il fratello che soffre nel corpo e nello spirito per portarlo laddove possa ricevere aiuto. Gesù, ci dice il Vangelo, per la loro fede ha guarito il paralitico. È la Fede di questi "soccorritori" che salva l'ammalato. E' una delle poche guarigioni dove il soggetto non è l'ammalato ma sono gli altri: per la fede degli altri. Ma la cosa che più mi colpisce di questo brano" ha detto don Calogero "è quando Gesù, dopo averlo guarito, dice al paralito di alzarsi, prendere il suo lettuccio e di andare a casa. Mi sono chiesto infatti se fosse normale che il paralitico, dopo essere stato da sempre costretto a vivere su quel lettuccio, dopo essere guarito deve portarselo con sè. Io lo avrei lasciato lì. Invece Gesù gli dice di prendere con sè anche il lettuccio perchè non deve mai dimenticarsi di cos'era prima. Come il paralitico anche tutti noi, man mano procediamo nel nostro cammino della vita, non dimentichiamoci mai di quello che siamo stati prima. La nostra storia fa parte anche del nostro essere volontario in Misericordia: noi non siamo migliori degli altri e la nostra storia ce lo ricorda sempre. Abbiamo avuto una opportunità di vita, quello di diventare volontari, che dobbiamo vivere diventando lievito e sale per gli altri e per la comunità". Don Calogero, poi, ci ha ricordato che noi, "in quanto movimento ecclesiale, non possiamo agire senza i rapporti con la parrocchia. Noi siamo la lunga mano della parrocchia e per questo dobbiamo essere in ascolto di quello che la parrocchia esprime, offrendo la nostra parte di servizio e di disponibilità". Infine, ci ha invitato a "dare una ventata di freschezza e di umanità alla nostra comunità. Non perchè siamo migliori degli altri, ma perchè abbiamo accolto l'invito di Cristo ad essere suoi testimoni. E il volontario della Misericordia è un testimone della carità".
Dopo i ringraziamenti manifestati dal nostro governatore a nome di tutti i volontari, tutti sono scesi in sede per la consegna degli attestati di protezione civile a quanti, tra i nostri volontari, hanno frequentato il relativo corso.
Particolarmente toccante è stato il fuori programma messo in atto dagli stessi volontari che, per bocca di Fabio Figura, nostro formatore e cerimoniere, hanno voluto ringraziare, per il loro impegno costante in Misericordia, due volontari dell'ultimo corso che sono entrati nel cuore di tutti noi: Giuseppe Morale, responsabile dell'Ufficio di Segreteria, e Nino Armeri, responsabile dell'Ufficio di Amministrazione. A entrambi, che si sono commossi nel toccare con mano l'affetto dei volontari, è stata consegnata una pergamena.
Assieme a Giuseppe e Nino, i volontari hanno voluto ringraziare anche il nostro Governatore per essere riuscito ad accendere in loro il desiderio di vivere al meglio e al massimo l'impegno in Misericordia ed essere lui stesso esempio e sprone per tutti nel suo quotidiano mettersi a servizio di tutta la nostra confraternita per farla risollevare da un periodo alquanto difficile e buio in cui - diciamocela tutta - ha seriamente rischiato anche di chiudere i battenti.  
Infine, è stato fatto dono a don Calogero di una cesta di prodotti tipici locali con l'auspicio di avere altri incontri con lui.

 
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