Venerdì Santo: invito all’unità e a camminare lungo la via della Misericordia - Rosolini 3 aprile 2026
VENERDÌ SANTO: INVITO ALL’UNITÀ E A CAMMINARE LUNGO LA VIA DELLA MISERICORDIARosolini 3 aprile 2026
La celebrazione dell’Azione liturgica del Venerdì Santo ci immerge nel mistero della morte di Gesù che, pur essendo Dio, accogliendo la volontà di Dio Padre, ha abbracciato l’estremo sacrificio per salvare l’umanità tutta.
È la celebrazione di un Fatto veramente accaduto.
Veramente Gesù ha subito un processo ingiusto. Veramente Gesù è stato flagellato, umiliato, deriso, sputato. Veramente Gesù è morto in croce per ciascuno di noi.
Non è finzione. Non è un raccontino per cuori deboli e persone fragili.
No.
È preludio di quell’Evento che ha cambiato il mondo e l’uomo: la Pasqua.
Spesso non ce ne rendiamo conto e siamo presi, se non sopraffatti, da tutt’altro.
Spesso trattiamo con sufficienza, con disinteresse, se non addirittura con scherno, il tempo di quaresima, della Settimana Santa e della Pasqua.
La processione del Venerdì Santo, che da sempre è stata vissuta come un momento di intensa spiritualità e di partecipazione di fedeli, è andata negli anni via via a svuotarsi e viene vista da molti come una coreografia desueta, antica, sorpassata e inutile.
Ma questo, a ben pensarci, è proprio il senso profondo del Venerdì Santo: si rinnova quel percorso di scherno che visse Gesù durante il suo calvario.
Ce lo ha ricordato ieri don Salvatore Cerruto, vicario foraneo, a conclusione della processione: “È nelle nostre strade e nelle nostre case che Gesù ha potuto subire, proprio lì, gli sputi, gli insulti, gli schiaffi, i colpi di flagello. Sì, proprio nelle nostre strade e nelle nostre case Gesù subisce ancora la passione quando ancora c’è uno sputo e un insulto rivolto al fratello e alla sorella. Quando c’è un insulto dato all’altro. Quando c’è ogni colpo di violenza inferto senza pensare minimamente che nell’altro è presente Cristo. E sono io che lo crocifiggo ancora una volta proprio nella mia casa, proprio nelle strade, proprio nelle piazze. Là dove si lavora, Là dove si fa politica, La dove ci si incontra”.
Tutto questo ci interroga, come uomini e come cristiani. Tutto questo ci pone davanti ad una scelta. “Stare dalla parte di Cristo o stare dalla parte dei crocifissori”.
È ancora don Salvatore che parla: “Se voglio essere dalla parte di Cristo, devo saper guardare in ognuno che mi sta accanto Cristo e amarlo così com’è. E se subisco io un’offesa da parte dell’altro, devo mettermi nei panni di Cristo e dare all’altro quel perdono, quella misericordia, quella compassione, quella accondiscendenza, quell’amore che Cristo stesso dà a me”.
Il Venerdì Santo è un invito forte a riscoprire il nostro essere cristiani e a manifestarlo lungo le strade della nostra città, anche se siamo in pochi, anche passando tra gente indifferente e infastidita.
Con la nostra testimonianza, le nostre strade possono diventare percorsi di bene, vie di misericordia, luoghi di incontro e di aggregazione umana, cristiana e sociale.
“Questa processione ci invita a realizzare qualcosa che è possibile soltanto quando il Signore è in mezzo a noi: l’unità tra di noi, che è unità di amore, che è unità che viene dal cielo. Unità nel nostro cuore, unità nelle nostre case, unità nella nostra città che è la città del Sacro Cuore di Gesù. E ogni fatto di violenza inferto all’altro qui nella mia città è un atto di violenza inferto al cuore di Cristo. Noi vogliamo vedere il cuore di Cristo palpitare di gioia. E ciò è possibile quando siamo uniti tra di noi, abbracciati tra di noi”.
Ecco allora che il Venerdì Santo assume anche un grande valore sociale e comunitario perché ci porta a riscoprire l’unità nella città, “nei sentimenti, nelle sue aspirazioni, nei suoi progetti, nelle sue finalità, nei suoi ideali, nei suoi sogni”.
Ecco allora che il Venerdì Santo ci impegna ad essere testimoni e costruttori di pace e a camminare lungo la via della Misericordia.