Ritiro dei confratelli e volontari con don Salvatore Cerruto - Rosolini 17 maggio 2026
RITIRO DEI CONFRATELLI E VOLONTARI CON DON SALVATORE CERRUTO"Rendete presente la vittoria di Cristo, dando dignità all'uomo"
Rosolini 17 maggio 2026
Il ritiro di maggio dei confratelli e volontari della Misericordia di Rosolini, che si è svolto presso l'istituto delle Suore del Sacro Cuore di via Bellini, ha visto la presenza di don Salvatore Cerruto, parroco di Santa Caterina e vicario foraneo.
Don Salvatore ha raccontato la sua esperienza in Congo, commentando, nel giorno della solennità di Pentecoste, la lettura breve delle lodi di oggi: “Cristo, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati una volta per sempre, si è assiso alla destra di Dio, aspettando ormai soltanto che i suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi”.
“I nemici di Dio” ha spiegato don Salvatore “sono i nemici dell’uomo: tutto ciò che toglie la dignità all’uomo, tutte quelle le circostanze che impediscono all’uomo di vivere nella sua libertà, tutte quelle avversità che ostacolano l’uomo nel suo sviluppo interiore e nella sua conformazione a Cristo”.
È stato con questo spirito, per dare dignità all’uomo, che “ho iniziato la mia missione in Africa nel 2001, in circostanze tragiche: il 4 gennaio 2001 era morto tragicamente mio fratello Giorgio in un incidente autonomo di caccia all’età di 35 anni, lasciando due bambini. Un amico comune mi propose di fare qualcosa di concreto in memoria di mio fratello. Si pensò allora di fare qualcosa per i bambini dell’Africa, puntando sul problema della malnutrizione”.
Fu realizzato, anche grazie ai fondi dell’otto per mille, un centro nutrizionale per i bambini malnutriti.
Don Salvatore, che era stato in Congo parecchie volte, nel 2010 vi è andato per restarci per quattro anni, durante i quali ha potuto seguire con più attenzione tutte le attività del centro e mettere a frutto la sua laurea in scienze agrarie.
“Mi sono reso conto che il recupero dei bambini malnutriti con la pappa terapeutica era importante e fondamentale ma non bastava per risolvere il problema perché, una volta recuperato dalla fame, il bambino, ritornato a casa, dopo un certo tempo, ricadeva nelle stesse condizioni” ha continuato. “E il motivo era di natura culturale, di mentalità: la mamma non si rendeva conto che non poteva dare da mangiare al figlio solo manioca, un tubero originario dell’America Latina che dava sazietà ma che non forniva tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno un bambino”.
Si è cercato di affrontare la lotta alla malnutrizione, pur senza difficoltà, con la educazione alla buona agricoltura e alle pratiche agricole, facendo comprendere l’importanza di usare le macchine agricole, e con attività mirate e specifiche, quali l’allevamento di mucche per la produzione del latte.
Partendo dalla sua esperienza, don Salvatore ha spronato i confratelli e i volontari a continuare nella loro opera: “La misericordia cerca con la sua opera, donando la dignità all’uomo, la libertà attraverso la cura, l’assistenza e la solidarietà, di rendere presente nel mondo la vittoria di Cristo: laddove c’è un fratello o una sorella che viene aiutata nel suo bisogno Cristo trionfa sui suoi nemici”.
Molto partecipato è stato il momento delle risonanze.
A mezzogiorno è stata celebrata la Santa Messa nella cappella dell’Istituto.
All’incontro di oggi è intervenuto anche il confratello Matteo Figura, prima della sua partenza per Canicattì dove ha partecipato ad una celebrazione in memoria del beato Rosario Livatino, per informare che quanto prima sarà nella nostra città una sua reliquia.
Il pranzo comunitario ha concluso una giornata intensa e formativa.
