“Siamo riflesso della luce di Gesù attraverso la testimonianza concreta delle Opere di Misericordia” - Rumeo - Noto 8 febbraio 2026 - misericordia rosolini

Misericordia di Rosolini
ODV
"fare il bene ti fa bene"
Vai ai contenuti

“Siamo riflesso della luce di Gesù attraverso la testimonianza concreta delle Opere di Misericordia” - Rumeo - Noto 8 febbraio 2026

“SIAMO RIFLESSO DELLA LUCE DI GESÙ ATTRAVERSO LA TESTIMONIANZA CONCRETA DELLE OPERE DI MISERICORDIA”. MONS. RUMEO ALLA XXXIV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO
Noto, 8 febbraio 2026


Questa mattina, in Cattedrale a Noto, è stata celebrata la XXXIV Giornata Mondiale del Malato con una Santa Messa presieduta da S.E.Rev. Mons. Salvatore Rumeo, Vescovo di Noto.
La giornata, organizzata della Sottosezione di Noto dell’UNITALSI e dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute, ha visto la partecipazione dell’AVO di Noto, della Caritas e delle Misericordie di Pachino, Portopalo di Capo Passero e Rosolini.
Commentando il Vangelo di oggi, il Vescovo ha ricordato che “Gesù ci invita ad essere riflesso della sua luce attraverso la testimonianza concreta di opere buone” e che “la nostra missione come discepoli di Cristo è quella di dare, come il sale, sapore alla vita con la fede e con l’amore che Gesù ha donato a ciascuno di noi e, nello stesso tempo, di tenere lontani i germi dell’egoismo, dell’invidia e della maldicenza; germi che rovinano il tessuto delle nostre comunità”, che invece “devono risplendere come luoghi e spazi di fraternità, di comunione, di accoglienza e di riconciliazione”.
Molto profonda la riflessione sulla malattia che è “parte dell’esperienza umana”.
L’esperienza della malattia, continua il Vescovo, “può diventare disumana, se la stagione della sofferenza è vissuta nell’isolamento e nell’abbandono. Se non è accompagnata dalla cura e dalla compassione di tanti fratelli, di tanti volontari che spendono il loro tempo a servizio dei fratelli bisognosi. Può divenire una atrocità per la condizione di solitudine e abbandono nella quale spesso chi è malato viene a trovarsi in una società dove si fa fatica ad accettare la malattia, l’avanzare dell’età, la fragilità, perché si è come scartati da una società che sempre più premia chi produce, chi rende e chi è attivo”.
In questo contesto, è responsabilità di tutti i cristiani non girarsi dall’altra parte. In questo contesto diventa missione l’azione del volontariato.
Da qui l’invito finale del nostro Pastore: “Camminiamo solidali e uniti tra noi, prendendoci cura gli uni degli altri. La compassione vicendevole che scaturirà dal servizio a malati ci farà sentire comunità di fratelli e sorelle che camminiamo insieme e insieme guariscono dalla malattia peggiore di tutte: l’egoismo, l’orgoglio e la superbia”.
 
codice fiscale 92008080894
Torna ai contenuti